Tutti sapevano.

Nel settembre del 2026, cioè tre anni dopo il 7 ottobre, che si commemora proprio oggi, si è diffusa, con un certo scalpore, la notizia che Netanyahu sarebbe stato avvertito da leader (p.e. Emirati Arabi Uniti) e intelligence (p.e. Egitto) internazionali di un imminente attacco di Hamas, con una decina di giorni di anticipo.

Noi, più modestamente e senza gli avvertimenti di fonti così autorevoli, abbiamo avanzato nel gennaio del 2024, cioè tre mesi dopo il 7 ottobre, l’ipotesi che non solo il Primo Ministro israeliano, ma tutti gli abbonati di Netflix e del canale televisivo israeliano Yes Oh fossero consapevoli da tempo di questa possibilità (v. il post Fauda E11).

Che Bibi avesse (magari in buona fede) una sua personale, forte convinzione che un simile attacco non sarebbe mai avvenuto, ci può stare (salva prova contraria); ma l’IDF è intervenuto in alcune delle comunità più colpite ben 8 ore dopo il suo inizio, quando i palestinesi erano già rientrati tutti a Gaza, insieme con gli ostaggi – e questo è davvero difficile da digerire.

Mi auguro che le prossime elezioni del 27 ottobre possano almeno portare ad un’inchiesta indipendente su quei fatti e sulle relative responsabilità interne; senza questo passaggio per gli israeliani non sarà possibile superare il trauma collettivo, che ancora li attanaglia dopo tre anni, e uscire dallo smarrimento.