È vero che le borse vanno su e vanno giù, ma con le recenti iniziative di Donald Trump la sola Apple ha perso quasi 640 miliardi di dollari di capitalizzazione in 3 giorni – impressionante! L’importo è circa pari a quello dell’ultimo PIL in U$D del Belgio (645), al triplo di quello dell’Ungheria (212), alla somma di quelli di Grecia (244), Slovacchia (133), Bulgaria (102), Croazia (84,39) e Serbia (81,34). Si noti che la popolazione di questi ultimi cinque Paesi ammonta complessivamente a quasi 33 milioni di unità, che quel PIL si dividono in forma di reddito.
Il Presidente Trump lamenta che i prodotti statunitensi non vengono acquistati abbastanza all’estero e, per fare un esempio, che gli europei non acquistano (nel senso di importano) “neanche una delle loro macchine”. Bene, mettiamoci nei panni di un cittadino europeo e, in particolare, di un italiano. Qual è la sua percezione, in gran parte suffragata da dati di fatto? Le automobili prodotte in Europa e quelle che già sono e sempre di più saranno prodotte in Asia sono largamente preferibili. E poi, come direbbe Carosone, nessuno più vo’ fa’ l’americano.
Le macchine americane sono grandi ed ingombranti, consumano molto, sono costose; qui non hanno praticamente un mercato dell’usato e la loro rete di assistenza non è proprio diffusissima.
Da noi la benzina costa molto di più e le nostre autostrade non sono di certo a 14 o addirittura a 18 corsie (Katy Freeway, Texas). In tutti i centri urbani c’è carenza di parcheggi e molte zone sono a traffico limitato o addirittura riservate ai pedoni. Sono in vigore norme antinquinamento abbastanza rigorose. La conformazione ondulata del territorio, le strade di montagna, i molti passi inducono a preferire modelli maneggevoli, scattanti, a trazione anteriore. I trasporti pubblici locali non mancano e in molte città garantiscono una capillarità accentuata, corse frequenti, un buon confort, basso costo del biglietto e agevolazioni varie. Alcune grandi città europee sono dotate di una rete metropolitana efficiente, sia sotterranea che di superficie; Parigi p.e. ha ben 16 linee metropolitane, con stazioni che, in alcuni casi, sono delle vere opere d’arte. Sulla subway di New York è meglio sospendere il giudizio. E poi qui ci sono i treni, alcuni ad alta velocità, con i quali si può andare quasi ovunque. Esclusa la tratta NY-Boston, il servizio passeggeri via treno in USA è molto poco diffuso e quasi inesistente sulle lunghe distanze.
Nonostante il suo diploma alla Wharton School, peraltro datato, forse uno studente di Economia di una delle prestigiose università statunitensi, che il Presidente sta ottusamente definanziando, dovrebbe ricordargli come si orientano le scelte di acquisto dei consumatori.
PS A parte i danni scellerati che sta provocando alla democrazia liberale, all’ordine internazionale e all’idea stessa di Occidente (bazzecole e quisquilie), questo Presidente potrebbe almeno usare un linguaggio pubblico meno scurrile (EU nata per fott**ci; chiedono tutti di venirmi a baciare il c**o; io so che ca**o sto facendo; dito medio rivolto persino alla Corte Suprema; …); francamente non lo trovo à la page – solo disgustoso.