Battesimi di adulti in Francia.

Apprendiamo dalla Conferenza Episcopale Francese (CEF) che negli ultimi anni, in Francia, si è osservato un aumento significativo dei battesimi di adulti, con numeri che hanno superano ogni aspettativa. Questo fenomeno è stato particolarmente marcato in diverse diocesi, soprattutto urbane, con un incremento talvolta superiore al 40%.

Il trend delle crescite è a sua volta in aumento – nel 2023 la crescita percentuale è stata del 28% e nel 2024 del 31%.

Ai battesimi degli adulti si aggiungono anche quelli degli adolescenti, dai 12 ai 18 anni, il numero dei quali sta conoscendo una crescita altrettanto significativa.

Non è stato appurato se questo aumento sia dovuto a un rinnovato, sincero interesse per la fede cristiana. Visti i tempi, ci potrebbe essere, purtroppo, un’altra lettura: l’espandersi sempre più visibile dell’Islam e il crescente diffondersi dell’antisemitismo nella società francese.

Se l’aumento dei battesimi degli adulti e dei giovani, che in larga parte possiamo immaginare sotto la potestà genitoriale o l’influenza di quegli stessi adulti, fosse l’espressione di una genuina “vocazione”, dovrebbe essere accompagnato da altre manifestazioni di crescente adesione agli indirizzi ufficiali della Chiesa. Invece, la pratica domenicale della messa è quasi scomparsa: nel 2023 tra il 2% e il 4% soltanto dei francesi andava a messa ogni domenica, e tra questi, quasi un terzo aveva più di 75 anni.

Se nel 1974 il 48% dei francesi era favorevole all’aborto, nel 2022 questa percentuale era salita al 77%. Nel 1986 il 54% dei francesi considerava l’omosessualità “solo un altro modo di vivere la propria sessualità”, rispetto all’87% di oggi. Per quanto riguarda la cremazione, è aumentata dallo 0,9% delle sepolture nel 1980 al 43% nel 2023.

Dunque, la scelta di battezzarsi potrebbe essere, almeno in parte, strumentale. Si consideri che non costa nulla, da nessun punto di vista: sotto il profilo morale e della coerenza personale, se si tratta di un “primo ingresso”, un’adesione non particolarmente convinta non dovrebbe comportare alcuna conseguenza; ma anche nel caso di una conversione solo apparente, gli ostacoli interiori derivanti dal contrasto tra una fede vissuta con relativa convinzione ed un’altra di comodo potrebbero essere modesti e facilmente superabili – il battesimo prevede una serie di promesse e una dichiarazione di fede, ma non un giuramento formale.

Inoltre, questa scelta può essere facilmente celata e, di norma, viene riportata solo nei registri della diocesi competente. È un documento che si può tenere nel proprio archivio personale, just in case, e, comunque, l’interessato/a ne può chiedere la certificazione in qualunque momento successivo. Se fosse stato possibile, durante la seconda guerra mondiale, molti ebrei di fede non saldissima, perseguitati e disperati, si sarebbero adoperati per poter ottenere un salvacondotto del genere. Oggi anche molti altri cittadini potrebbero considerarlo un lasciapassare per un futuro che si prospetta sempre più fosco. Non si sa mai; un giorno potrebbe tornare utile dimostrare di essere dalla parte confessionale “giusta”.

Questa riflessione, cruda e amara, alla luce di una verifica demoscopica potrebbe rivelarsi del tutto priva di fondamento; ma, come si sa, a pensar male qualche volta ci si azzecca. Non va comunque, in nessun caso e da nessuno, presa come una sollecitazione o anche solo come un larvato suggerimento a comportarsi così – tra l’altro, in Italia potrebbe essere considerato un reato (art. 495 C.P.).

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