Impossibile o improbabile?

Il 3 aprile 2025, durante i campionati italiani disputati sulle nevi della Val di Fassa, Federica Brignone cade e s’infortuna gravemente: oltre alla rottura del crociato, le viene diagnosticata la frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, che risulta letteralmente “staccata dal corpo” e nelle prime ore fa addirittura temere una possibile amputazione dell’arto. Leggi tutto “Impossibile o improbabile?”

Domanda.

Al momento (28 dicembre 2025) siamo nella fase delle indagini, ma quando queste si saranno concluse o, meglio ancora, quando, in caso di rinvio a giudizio, avremo una prima sentenza della magistratura, non sarò affatto sorpreso di apprendere che Hannoun & Co. siano stati dei convinti fiancheggiatori dei terroristi di Hamas. Avendo “ufficialmente” promosso il sostegno della popolazione civile di Gaza con un crowdfunding strutturato e prolungato nel tempo, attraverso una rete di associazioni, la domanda che mi pongo è: a chi avrebbero poi dovuto devolvere i consistenti importi (nell’ordine, sembra, di ben 8 milioni di euro), raccolti grazie allo slancio e alla generosità di tanti cittadini comuni in buona fede? A quale autorità, istituzione o organizzazione locale, davvero indipendente da Hamas? Ne è davvero esistita qualcuna, soprattutto negli ultimi anni? Oppure avrebbero dovuto consegnarli silenziosamente ad un’altra iniziativa umanitaria, rimanendo nell’ombra e rinunciando così alla visibilità ed al peso derivanti dall’indubbio successo della loro raccolta? A Medici Senza Frontiere, a Save the Children, a Oxfam, all’UNHCR, tanto per fare degli esempi? Impensabile.

Si ripropone dunque, da un inedito punto di vista, la questione del duplice, ambiguo ruolo (spesso dimenticato) di Hamas, che, oltre ad essere l’organizzazione terroristica che con l’azione disumana del 7 ottobre ha scientemente provocato l’inferno per la popolazione civile di Gaza, di quello stesso martoriato popolo è stata anche l’unico governo e l’unica amministrazione nella Striscia, sin dal successo nelle elezioni del 2006 e dalla successiva vittoria sul campo del 2007, contro Fatah. Si noti che gli osservatori internazionali hanno giudicato le procedure di voto del 25 gennaio 2006 libere, corrette e conformi con gli standard democratici. La presa di potere non è stata dunque il risultato di un colpo di mano o di brogli elettorali, ma di un consenso maggioritario degli elettori palestinesi; consenso che forse è diminuito, ma che non sembra essere venuto meno, nemmeno recentemente, al culmine della tragedia, se non per qualche debole e isolata manifestazione pubblica di protesta.