Nello scorso mese di novembre il senatore Delrio, conosciuto per la sua pacatezza e per il suo equilibrio, ha presentato un DDL contro l’antisemitismo, che ha suscitato, a sorpresa, l’opposizione del suo stesso partito. Il capogruppo del Partito Democratico, senatore Boccia, ha subito bollato la proposta come una “iniziativa personale” e sollevato l’obiezione che la sua definizione di antisemitismo, peraltro mutuata da quella dell’IHRA, avrebbe potuto impedire la legittima critica all’operato del Governo israeliano. Dopo un dibattito particolarmente vivo, a marzo di quest’anno è stata approvata dal Senato una versione ampiamente emendata, con il voto favorevole del centrodestra, di Azione, di Italia Viva, di sei senatori democratici (tra i quali lo stesso Delrio) e, si noti, con l’astensione di tutto il resto del PD.
Non è stata rinvenuta alcuna prova che i nazisti abbiano prodotto del sapone utilizzando il grasso proveniente dai corpi degli ebrei, trucidati a milioni nei campi di sterminio. Però proprio per questo è significativo che, nonostante la sua falsità, questa voce, che suscita esecrazione e ribrezzo in qualsiasi persona normale, si sia diffusa così ampiamente, fino ai giorni nostri; al punto che qualcuno (sentendosi evidentemente legittimato da un clima tossico, un tempo inconcepibile) ha usato questa orribile immagine per manifestare la sua viscerale avversione verso gli ebrei e quello che auspicherebbe sia il loro destino. È accaduto ieri a Milano, durante la celebrazione del 25 Aprile. Un individuo si è rivolto ai manifestanti che sventolavano delle bandiere con la stella di David (non bandiere israeliane), dicendo loro: “siete delle saponette mancate“. Si trattava di partecipanti della Sinistra per Israele e di altri che ricordavano il contributo della Brigata Ebraica alla nostra liberazione, circondati e isolati da un gruppo di pro-Pal. La polizia, con il lodevole intento di evitare pericolosi incidenti, si è frapposta tra le parti; ma poi, invece di contenere i pro-Pal, ha invitato gli altri ad abbandonare il corteo, inducendoli così a rinunciare ad esercitare, per la prima volta negli ultimi cinquant’anni, il fondamentale diritto sancito dalla Costituzionale all’art. 21. Anche manifestanti che sventolavano bandiere dell’Ucraina sono stati costretti ad allontanarsi (p.e. dai cortei di Roma e di Bologna); dimenticando che gli ucraini stanno resistendo eroicamente contro l’invasore russo, da più di quattro anni, anche per noi.
C’è qualche legame tra i contenuti dei due paragrafi precedenti? Io credo di sì. Mi pare che una certa sinistra italiana abbia perso quelli che dovrebbero essere i suoi riferimenti più connaturali e che i silenzi, le ambiguità, i sottili distinguo appaiano a molti elettori solo come dei fastidiosi equilibrismi, non dei solidi argini al dilagare dell’antisemitismo. Sono trascorse più di 24 ore, ma non sembra che la segretaria del PD abbia ancora trovato il tempo di dichiarare qualcosa sui gravi episodi riportati sopra.