Ti si è fermato l’orologio che porti al polso? Poco male – probabilmente ti sei dimenticato di caricarlo oppure si è scaricata la batteria e, in attesa di sostituirla, puoi servirti di un altro, tra i tanti che ti circondano (di tipo meccanico, automatico, controllato via radio, via satellite, ecc.); io ora ne ho contati cinque intorno a me, ma forse sono di più, dato che, ripensandoci, anche la piccola stazione meteo e il forno a microonde ne hanno uno.
Adesso però immaginiamo che tutti questi orologi si fermino, e che, nel fermarsi, indichino esattamente la medesima ora. Evento non impossibile, ma di sicuro estremamente improbabile. Improbabile al punto da apparire parecchio inquietante, persino minaccioso – tanto da farci provare la sgradevole sensazione che sia avvenuto per effetto di una qualche circostanza o forza oscura, magari presagio di un pericolo imminente o di una prossima calamità.
Nessuno di voi ha mai provato questo genere di sensazione? Io sì, proprio ieri, guardando l’immagine seguente[1]:

nella quale figurano otto robotaxi della Cruise, a guida totalmente autonoma, che, qualche giorno fa, a San Francisco, si sono riuniti in mezzo alla strada nel centralissimo incrocio di Gough street e Fulton street e da lì non si sono più mossi, provocando il caos che è facile immaginare. Per rimuoverle, dopo diverse ore, si è reso necessario l’intervento umano.
A differenza dell’esempio relativo agli orologi, per lo più indipendenti, in questo caso è ragionevole ipotizzare che si sia trattato di un bug nel programma comune di gestione dei taxi. Tuttavia questa spiegazione (peraltro tutta da verificare) non rende meno inquietante l’effetto che si prova immaginando d’aver assistito alla scena dell’avvicinamento e dell’arresto contemporaneo di questi autoveicoli [2]. Che, per coincidenza, proprio in questi giorni ricorda molto da vicino agli italiani le manifestazioni in corso dei taxisti umani

per protestare contro il Ddl Concorrenza e la proposta di deregolamentazione del settore. Alle quali però siamo abbastanza abituati – che ci possono infastidire per i disagi che provocano, ma che naturalmente non ci generano il medesimo turbamento.
Da dove deriva quest’inquietudine? Non saremmo più di tanto stupiti di vedere un singolo robotaxi fermarsi in una posizione anomala. Quello che ci crea apprensione, credo, è vederli convergere e fermarsi in gruppo; è il retropensiero che si sia potuta determinare tra gli otto robotaxi in questione una comune “volontà” di agire in un determinato modo, al di là della (o addirittura contro la) previsione del team di progettisti della Cruise (e del Codice della Strada, che certamente costituisce il cuore della loro base di conoscenza).
[1] L’immagine è di modesta qualità, ma, stranamente, nel web non se ne trovano altre. L’episodio è avvenuto nottetempo perché questi taxi, seppure già in servizio, al momento sono autorizzati a circolare solo in certe strade e tra le 22 e le 6. [2] Se non fosse stato contemporaneo si vedrebbero altri veicoli in mezzo a loro.