Abu Ahmad, uno dei capi di Hamas, sta organizzando un attentato, destinato a provocare 1.500 vittime israeliane.
Ufficialmente morto, nel suo rifugio da latitante, che cambia continuamente, sta descrivendo in breve il piano al suo giovane assistente, di nome Walid.
W. Cosa c’è nella borsa?
A.A. Gas sarin – l’attentatore lo userà domani. Sai come funziona? All’inizio senti freddo; poi vomiti e soffochi sempre di più, fino a morire.
W. Potrebbe causare una guerra.
A.A. Hai ragione; non immagini quanto. Gli ebrei reagiranno con una rappresaglia violentissima. Compiranno crimini di guerra mai visti, tali che tutti gli stati islamici interverranno, Iran compreso. Quando interverrà l’America, sarà già tardi e sarà l’inizio della fine per i sionisti.
W. Ma è eccessivo. Non abbiamo mai fatto nulla di simile.
A.A. Rifletti; pensa in grande. È il percorso fatto finora che ci ha portato fin qui. L’esplosione cambierà gli equilibri nel Medio Oriente. Entreremo nella storia.
W. Ma ci saranno tantissime vittime.
A.A. È questo il fine.
W. Parlo dei nostri, non dei loro, quando reagiranno.
A.A. Occhi di brace e cenno del capo, per assentire in silenzio.
Questo scambio di battute vi suona vagamente familiare? Vi dice qualcosa? Leggi tutto “Fauda E11”