Se fate acquisti online vi sarete accorti che negli ultimi tempi, per contenere i costi, la maggior parte dei siti di e-commerce tendono a scoraggiare in vario modo i contatti telefonici; li affidano a società estere, che impiegano personale poco preparato e talvolta persino con scarsa confidenza con la lingua italiana; in molti casi hanno proprio soppresso questo canale del servizio clienti. Perciò, se avete bisogno di un’informazione e non avete tempo di aspettare che rispondano alla vostra email, non vi rimane che affidarvi alla loro chat, ormai molto diffusa.
Pur armati di santa pazienza, l’esperienza si rivela quasi sempre assai frustrante. L’assistente virtuale che vi risponde è decisamente schematico e rigido. Vi propone ripetutamente le opzioni con le quali è stato predisposto e non c’è verso, se queste non includono quella che vi interessa, di farglielo capire. Il tentativo di convincerlo che non è in grado di aiutarvi fallisce miseramente e la richiesta di farsi passare un assistente umano quasi sempre, ormai, rimane insoddisfatta. Per inciso, il senso di frustrazione è accresciuto dalla consapevolezza di non poter ricorrere, per smuoverlo, ad una battuta di spirito, all’arma dell’ironia o, perché no, ad una sana imprecazione – rimarrebbe, com’è ovvio, imperturbabile nella sua algida indifferenza.
Naturalmente tutto questo dipende dal fatto che a gestire questi assistenti virtuali sono prodotti di AI rudimentali, non all’altezza delle più recenti evoluzioni, modesti sotto ogni aspetto. Ma, pur avendo presente tutto ciò, qualcosa di queste esperienze vi rimane dentro.
Ora cambiamo drasticamente scenario e volgiamo l’attenzione alla FLI talk che troviamo (14.1.2022) all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=HipTO_7mUOw e che ha per argomento i killerbots o, con maggior enfasi, gli slaughterbots. Se il significato in italiano di to kill è uccidere, eliminare, quello di to slaughter è, ancora più chiaramente, annientare, macellare, massacrare, e con il termine slaughterbots si indicano armi guidate da un’AI per identificare, selezionare e abbattere delle persone, senza l’intervento umano.
La dimostrazione alla quale assistiamo nel video è davvero impressionante e non può che suscitare orrore per tutte le implicazioni che questo tipo di arma comporta.
Ci colpiscono la spietatezza, la precisione assoluta, l’ineluttabilità, la disumanità (letteralmente) dell’arma. D’altro canto, per tornare alle applicazioni di AI che sottendono agli assistenti virtuali che rispondono alle nostre richieste d’informazioni in un sito di e-commerce, questa è una applicazione di AI certamente diversa e di qualità superiore delle precedenti (nonostante risalga a cinque anni fa), ma tecnicamente nemmeno tanto più complessa ed evoluta. E ci disturba profondamente la percezione che anche in questa vi possa essere tutta la rigidità, l’ottusità, l’imperturbabilità, la cieca ostinazione, che ci hanno fatto indispettire così tanto nelle altre.