Il silenzio.

“Ogni cosa è fuori uso, completamente, totalmente fuori uso”; “niente luce, niente riscaldamento”; “fornelli morti, frigoriferi morti, l’ascensore del palazzo è immobilizzato”; “tutti gli schermi, ovunque, si sono svuotati”; “le vie completamente vuote, al buio: niente lampioni, niente insegne, palazzi, grattacieli, finestre, ovunque, tutto buio”; “la metropolitana e gli autobus non circolano, i taxi non ci sono”; “il vigile digitale fermo”; “criptovalute e denaro senza più controllo, il caos finanziario”; “le armi nucleari di tutto il mondo non rispondono ai comandi”; “il collasso totale di tutte le reti”; “cosa sta succedendo, chi ci sta facendo tutto questo?”; “il mondo che conosciamo sottoposto ad un nuovo assetto davanti ai nostri occhi, mentre stiamo fermi a guardare”; “la gente per le strade si trasformerà in orde violente, senza più controllo, a livello planetario, rigetteranno il passato, perderanno ogni legame con ogni abitudine, con tutti gli schemi”; “un software di controllo di massa che prende decisioni autonome, contravvenendo alle sue stesse norme”; “intelligenza artificiale che tradisce ciò che siamo e il modo in cui viviamo e pensiamo”; “anomalia catastrofica e definitiva”.

Questi angoscianti frammenti non sono tratti da un libro di fantascienza, ma da Il Silenzio, l’ultimo romanzo di Don DeLillo, ambientato a Manhattan nel 2022 (sic). Di cosa ci parlano? Solo di un massiccio blackout dovuto al collasso della tecnologia? Del risultato di un evento naturale, di un attacco terroristico o dell’inizio di una guerra? Il noto scrittore americano sembra suggerirci che possa trattarsi dell’intervento di una intelligenza artificiale, che prende decisioni autonome, che tradisce ciò che siamo e il modo in cui viviamo e pensiamo, contravvenendo alle sue stesse norme, in modo catastrofico e definitivo.

Non occorre avere la fervida fantasia di un romanziere né le competenze di un tecnico per intuire che ai giorni nostri un’interruzione, su larga scala e di lunga durata, della fornitura di energia elettrica si ripercuoterebbe immediatamente e drammaticamente su tutte le attività produttive e finanziarie, sui servizi, la logistica, le comunicazioni, l’informazione, la sanità; la semplice fornitura dell’acqua corrente e lo smaltimento delle acque reflue, l’accesso a gas e carburanti, la gestione dei sistemi di controllo e dell’ordine pubblico; determinerebbe il blocco degli allevamenti e il deterioramento in breve tempo della maggior parte degli alimenti stoccati.

Verrebbero coinvolti praticamente tutti e tutto, con la sola esclusione, comunque temporanea, dei pochi soggetti dotati di generatori autonomi di energia, come p.e. gli ospedali, le torri di controllo degli aeroporti, le Prefetture e le Questure, i centri della Protezione Civile, alcune grandi imprese.

La popolazione cadrebbe rapidamente nel caos, che potrebbe essere totale nella maggior parte delle aree urbane.

La prospettiva è terrificante, ma tutti i Paesi industrializzati predispongono ed aggiornano periodicamente dei piani coordinati di emergenza per prevenire il collasso delle reti di trasmissione e di distribuzione dell’energia elettrica e, in caso, per ripristinare rapidamente il loro corretto funzionamento. Vediamo.

In generale, le infrastrutture elettriche sono sempre state considerate tra le più affidabili esistenti. Tuttavia il rischio di un blackout di vaste proporzioni è sempre in agguato. Tra l’altro, la crescente diffusione in questi ultimi anni di impianti di generazione da fonti rinnovabili, anche di grande capacità, ha determinato nuove complessità e nuove vulnerabilità.

I guasti sulle reti di distribuzione possono causare il venir meno della fornitura di elettricità a carattere locale. Di portata ben più grave sono invece i disservizi che interessino la rete di trasmissione, nella quale un disturbo iniziale si può propagare con effetti a cascata. In questo caso possono risultare disalimentate intere regioni o nazioni, fino ad un intero continente.

I fattori in grado di determinare il blocco del sistema possono essere di vario tipo: naturali esogeni (alluvioni, nevicate, gelate, fulmini, uragani, terremoti, incendi, caduta di alberi); endogeni (obsolescenza degli impianti, usura o difetti di uno o più componenti); antropici non intenzionali (contatti accidentali o manovre errate dei tecnici, azioni di macchine operatrici, impatto con veicoli, sistemi d’irrigazione); antropici intenzionali (atti di sabotaggio all’infrastruttura fisica della rete elettrica; furti di rame, alluminio e apparati; attacchi informatici).

Gli attacchi informatici, a mio avviso molto più insidiosi di tutte le altre cause appena elencate, possono intervenire sia direttamente sul sistema elettrico, sia sui sistemi di monitoraggio, controllo e difesa del sistema elettrico.

Il sistema europeo, che si estende dal Portogallo alla Grecia e dalla Danimarca a Malta, è costituito da un insieme di reti connesse tra loro in un’unica grande rete, che consente il trasferimento di energia e la continuità del servizio in caso di necessità.

Ai gestori dei sistemi di trasmissione (TSO – Transmission System Operator; TERNA per l’Italia), è affidato il compito di mantenere la sicurezza della rete. A questo scopo, attualmente essi adottano il c.d. “Criterio N-1”, in base al quale il sistema è giudicato sicuro, se i più importanti parametri della rete (flussi di potenza, valori di tensione e corrente) si mantengono nei rispettivi limiti operativi rispetto a singoli specifici eventi credibili. Questi eventi consistono nella perdita di un singolo componente di rete (linea, trasformatore, generatore) e finora hanno rappresentato la tipologia più frequente.

Per garantire livelli di prestazione del servizio adeguati alle minacce della nostra società odierna e prossima futura, i criteri tradizionali però non sembrano essere più sufficienti: il sistema elettrico dovrebbe poter tollerare non solo gli eventi più comuni, ma anche quelli meno frequenti o addirittura quelli mai osservati.

Data la gravità (e l’attualità) in particolare delle cyber minacce, alcune organizzazioni si sono impegnate già da alcuni anni a definire un quadro complessivo di riferimento per la gestione della sicurezza dei sistemi ICT nel settore elettrico.

A livello europeo, ENISA (European Union Agency for Network and Information Security) ha emanato delle raccomandazioni per l’Europa e gli Stati membri in materia di sicurezza delle smart grid. ENTSO-E, l’associazione dei TSO, e ENCS (European Network for Cyber Security) hanno stipulato già nel 2017 un accordo di collaborazione per sviluppare norme, pratiche e standard di sicurezza informatica per il sistema di trasmissione dell’energia elettrica. La più recente e significativa attività teorica riguarda forse il contributo alle linee guida predisposte in bozza da ACER (20 Aprile 2021) e destinate alla Commissione Europea.

In tutto questo materiale documentale si trovano pochi riferimenti a possibili attacchi informatici, tutto sommato abbastanza generici, e rarissimi cenni a possibili minacce derivanti da applicazioni di AI. Questo potrebbe dipendere dalla comprensibile necessità di mantenere riservate informazioni dettagliate e specifiche; ma francamente sono portato a dubitarne.

Il fatto è che un cyber attacco importante è stato finora considerato poco probabile. Ma ENTSO-E, che associa 42 TSOs di 35 paesi europei, ha recentemente comunicato che la sua rete interna è stata oggetto di un’intrusione informatica. E, con riferimento a questo incidente, Dragos (l’impresa del Maryland la cui mission è enfaticamente safeguarding civilization) osserva che simili attacchi ad organizzazioni nel settore dell’energia elettrica espongono le imprese e gli enti associati al rischio di intrusioni diffuse.

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